Silvio Berlusconi indagato a Napoli per corruzione e finanziamento illecito ai partiti

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Silvio Berlusconi è indagato dalla Procura di Napoli per corruzione e finanziamento illecito ai partiti per una presunta vicenda di compravendita di senatori eletti nel 2006 con il centrosinistra, a partire dall’ex dipietrista Sergio De Gregorio, che avrebbe ricevuto, per sua stessa ammissione, circa 3 milioni di euro.

Lo indica il testo della richiesta di autorizzazione a svolgere perquisizioni e ad acquisire tabulati telefonici relativi a Berlusconi trasmessa alla Camera dai pm partenopei e pubblicata questo pomeriggio sul sito web di Montecitorio.

I pm chiedono alla Camera – Berlusconi è stato eletto al Senato nelle elezioni del 24-25 febbraio, ma è ancora deputato fino alla convocazione del nuovo Parlamento – di poter perquisire la cassetta di sicurezza già sequestrata presso il Monte dei Paschi di Siena.

Intanto, anche la procura di Reggio Emilia ha iscritto il Cavaliere sul registro degli indagati, questa volta con l’accusa di voto di scambio, per la lettera con cui, durante la campagna elettorale, il Pdl prometteva la restituzione dell’Imu in caso di vittoria del centrodestra.

Berlusconi è indagato in concorso con l’ex senatore De Gregorio, eletto nel 2006 con l’Idv e passato poi al centrodestra, grazie ai voti del quale diventò presidente della commissione Difesa, e con l’uomo d’affari Valter Lavitola, ex direttore del quotidiano socialista ‘L’Avanti!‘.

Secondo quanto scritto dai pm nell’atto trasmesso alla Camera, i tre avrebbero messo in atto una strategia, denominata ‘Operazione Libertà’, ‘tesa ad assicurarsi il passaggio al proprio schieramento del maggior numero di senatori tra quelli che avevano votato la fiducia’ al governo di centrosinistra di Romano Prodi.

In un interrogatorio avvenuto a fine dicembre 2012, e di cui il documento dei magistrati riporta diversi stralci, De Gregorio ‘ammette di aver ricevuto da Berlusconi (tramite il Lavitola) due milioni di euro in nero e in contanti in diverse tranches‘, oltre a soldi versati per il patto federativo con il movimento politico che ha creato dopo aver lasciato l’Idv.

L’ex senatore ‘pone altresì, in stretta e inequivocabile correlazione la ricezione di tale danaro… con l’adozione da parte sua di ben determinati ed individuati atti’, quali ‘in numerose occasioni.. il voto negativo rispetto alle richieste di parere inoltrato alla suddetta commissione Difesa al governo Prodi (facendo in modo che il governo Prodi ‘andasse sotto’), e ciò appunto a titolo di controprestazione per le somme ricevute’.

In un altro interrogatorio lo stesso De Gregorio precisa: ‘Sì, io avevo detto a Berlusconi che avrei voluto… che il partito mi desse, che il partito o lui personalmente, mi finanziasse con tre milioni’.

E ancora, l’ex senatore dice di aver ‘sottoscritto il contratto con Berlusconi nell’anno 2006′ e riconosce ad una domanda dei magistrati – ‘assolutamente sì’ – le proprie responsabilità penali per aver ricevuto tre milioni di euro, di cui due al nero, e il fatto che i soldi gli servivano ‘anche per uscire da mie vicende, e da alcune vicende molto pesanti dal punto di vista della gestione personale…’.

L’avvocato di Berlusconi, Niccolo’ Ghedini ha replicato che l’indagine di Napoli ‘è destituita di ogni fondamento’.

‘In realtà come già ampiamente acclarato si è trattato di un accordo politico alla luce del sole tra Forza Italia e il senatore De Gregorio’, dice Ghedini in una nota.

La notizia che Berlusconi è indagato a Napoli, e anche a Reggio Emilia, ha provocato una levata di scudi nel partito, che con Angelino Alfano accusa i magistrati di ‘aggressione… Mentre il Paese vive una delicatissima fase di transizione istituzionale nella quale il presidente Berlusconi sarà chiamato ad esercitare grandissima influenza come leader del Pdl’.

Alfano ha anche annunciato una ‘una grande manifestazione di piazza a difesa della sovranità del Popolo della Liberta e della democrazia italiana’ per protestare contro l’iniziativa delle procure.

Il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Rodolfo Sabelli, è invece intervenuto per difendere l’operato dei colleghi.

‘Respingiamo con fermezza le accuse, periodicamente reiterate, di uso politico della giustizia. Ad ascoltare certe dichiarazioni non si comprende quali siano i giorni giusti per poter fare indagini e processi: prima delle elezioni no, dopo le elezioni no, ci dicano loro quando’.

Lavitola compare in un’altra inchiesta in cui anche Berlusconi è indagato, quella per la presunta induzione a mentire nei confronti dell’imprenditore Giampaolo Tarantini, che avrebbe fornito un giro di prostitute all’ex premier. Secondo la procura di Bari, Berlusconi – che respinge ogni accusa – avrebbe convinto Tarantini a mentire ai pm che indagavano sul giro di prostituzione.

De Gregorio e Lavitola sono poi indagati a Napoli con l’accusa di aver indebitamente percepito contributi per l’editoria per circa 23 milioni di euro attraverso la International Press, società editrice de ‘L’Avanti!’

(fonte Reuters)

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