HTTP the next version: arriva il 2.0 e Facebook sceglie Spdy

The first iteration of Google production serve...

The first iteration of Google production servers was built with inexpensive hardware and was designed to be very fault-tolerant (Photo credit: Wikipedia)

Nome in codice SPDY, ovvero Speedy, veloce. Secondo la libera enciclopedia della rete Wikipediail nuovo protocollo creato da Google a livello applicativo per il trasporto di contenuti web, è l’implementazione che tutti stavano aspettando per poter passare all’HTTP 2.0. Perché?

Viene da chiederselo dopo la diffusione di un documento redatto da uno degli ingegneri di casa Facebook e inviato via email al consorzio W3. Una lettera scritta e divulgata ufficialmente tramite mailing list in cui il gruppo di sviluppatori e in particolare uno degli ingegneri di  Mark Zuckerberg che studiano come migliorare il network, già seguito in tutto il mondo da più di 900 milioni di utenti, si dice favorevole a Spdy.

L’obiettivo è quello di migliorare il dialogo browser server, facendo guadagnare in velocità sul caricamento delle pagine web rimuovendo  il numero massimo delle richieste effettuabili al server durante una connessione, introducendo un sistema per la gestione delle priorità e con la compressione degli header.

Contrariamente a quanto si possa pensare, SPDY non è pensato per sostituire completamente il protocollo HTTP, bensì è progettato per veicolare http al suo interno in modo da ridurre il caricamento e la latenza delle pagine web senza perdere la compatibilità con le applicazioni preesistenti. Questo risultato è ottenuto garantendo priorità e selezionando diversi file durante il trasferimento, in modo da richiedere una sola connessione TCP per client.

Tutte le trasmissioni sono criptate con SSL e compresse in gzip (al contrario di HTTP, anche le intestazioni sono compresse). Inoltre, i server potrebbero accennare o anche inserire contenuti, invece di aspettare richieste individuali per ogni risorsa della pagina web.

Insomma http sì, ma 2.0 e insieme a SPDY, proprio come dal web si è passati al 2.0.

A scegliere il nuovo protocollo Spdy come implementazione a http, in uso da 30 anni, sono Google e Facebook, per un web che dicono essere  più veloce e sicuro.

 Facebook ha dato ragione a Google e ha deciso di potenziare all’interno dei propri server tutte le tecnologie necessarie per accogliere il nuovo protocollo SPDY.  La notizia arriva con il messaggio pubblicato da un ingegnere alle dipendenze di sulla mailing list ufficiale del consorzio W3.

SPDY nasce in Google per sostituire lo storico http: l’idea è quella di caricare più velocemente le pagine web. L’intero progetto affonda le proprie radici nel 2009, quando un team di sviluppatori alle dipendenze del colosso del search engine ha aperto i cantieri per la creazione del nuovo protocollo web, il quale va ad affiancarsi ad http come soluzione disponibile per il dialogo client-server nel web.

Il suo funzionamento ruota intorno a tre concetti fondamentali: rimozione del numero massimo delle richieste effettuabili al server durante una connessione, introduzione di un sistema per la gestione delle priorità e compressione degli header.

In questo modo gli ingegneri Google sono riusciti ad ottimizzare la comunicazione tra browser e server, aggirando alcuni problemi attualmente presenti nell’implementazione dello stack http, che attualmente non permette di gestire le priorità. Per dimostrare la validità del nuovo protocollo SPDY, Google ha messo in piedi un confronto diretto tra i due protocolli utilizzando Galaxy Nexus con Chrome beta per Android. Il risultato è stato di 77 pagine provenienti da altrettanti siti popolari, caricate da SPDY ha una velocità superiore del 23% rispetto all’HTTP protocol.

Attualmente solo i browser Google Chrome e Firefox supportano il protocollo SPDY. In particolar modo gli utenti della Rete (blogforumchatwikiflickryoutubefacebookmyspacetwittergoogle+linkedin,
wordpressfoursquare, ecc.) che utilizzano Google Chrome, possono verificare le sessioni SPDY digitando chrome://net-internals/#events&q=type:SPDY_SESSION%20is:active.

Per quanto riguarda i servizi web che sfruttano questo protocollo, Google ovviamente è il primo che ha supportato SPDY seguito subito da Twitter. Ora sembra che anche Facebook si sia deciso e non appena SPDY sarà diffuso pubblicamente, gli utenti in coda a Marck Zuckenberg, con un browser web di supporto al protocollo, beneficeranno di un caricamento della pagina più veloce.

A good news, direbbe qualcuno. Soprattutto prevedendo l’enorme utilizzo del mobile in fase di crescita nella vita di tutti i giorni.

http://www.w3.org/
https://www.facebook.com/pages/Roba-da-ingegneri/127718020579849?sk=wall&filter=12
http://cookednews.wordpress.com/2012/05/20/facebook-just-married-zuckenberg-e-convogliato-a-nozze-lei-si-chiama-priscilla/ 

About these ads

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

Blog at WordPress.com.
The Esquire Theme.

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 559 other followers

%d bloggers like this: